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(ILDEBRANDO CAPUTI) Sapori e saperi di un tempo ritornano
anche quest’anno oggi e domani (a partire dalle 19.30)
nell’incantevole borgo di Sipicciano di Galluccio nella
manifestazione “Tiempi belli re na vota”, un tuffo negli
antichi mestieri e nei sapori contadini di una volta. La
manifestazione (sicuramente tra le più semplici, vere ed
autentiche del panorama delle iniziative estive di Terra
di Lavoro) è nata negli scorsi anni (su iniziativa
dell’associazione Montecaruso di cui è presidente
Daniele Galardo), per la valorizzazione e la
salvaguardia del folclore e delle tradizioni dell’Alto
Casertano, con un occhio ed una attenzione particolare
ai mestieri di un tempo ed ai prodotti e piatti tipici
del paese. Suggestivo l’itinerario dei “sapori e della
memoria” per turisti e visitatori (notevole l’afflusso
di pubblico nelle precedenti edizioni): si parte dal
cuore del paese, piazza S. Anna, davanti ad un imponente
ed ultracentenario albero di tiglio, e ci si avvia su
per l’antico centro storico, incontrando la
rappresentazione del primo antico mestiere “ru
pizzaiolo” davanti ad un forno fumante pieno di fascine.
Appena dopo ecco apparire la figura del ciabattino (“ru
scarparo”), figura ormai rara, ma presente nei piccoli
centri fino a dieci-venti anni fa, fino a quando cioè le
scarpe erano ancora considerate nel mondo contadino dei
beni preziosi, e per questo riparate ed utilizzate fino
al limite massimo di usura. Superato il falegname, più
avanti all’opera “a ‘nzertaiola”, l’anziana che un tempo
intrecciava castagne per poi rivenderle ai mercati o
utilizzate come scambio per ottenere altri prodotti
alimentari, come ad esempio l’olio. Il quinto mestiere
lungo l’itinerario è “a filatrice”, la signora
specializzata nel filare la lana, cui seguono “ru
nzulefatore” (lavorava nella vigna), “a panettera”
(preparava il pane in casa), ed ancora la dimostrazione
dal vivo della preparazione e cottura de “ri crispiegli”e
“ri uandi”, due semplici e gustose specialità tipiche
locali (pasta fritta, dolce o rustica) della cucina
contadina. Davvero caratteristiche poi la
rappresentazione della preparazione de “ru metale”
(costruzioni in paglia simbolo un tempo del paesaggio
rurale) e de “ru catuozzo”, ammasso di legna ricoperto
di terra, che bruciando a poco poco nel giro di qualche
giorno diventava prezioso carbone. Suggestivo infine,
tra gli altri antichi mestieri proposti, il ritmo de “ru
scognatore”, il contadino che con due bastoni collegati
con un laccio (“ru iuviglio”) otteneva dalle piante
appena raccolte, ceci e fagioli, così come atmosfere
speciali sono quelle regalate dalle lavandaie nei pressi
di fontane e lavatoi.
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