sabato 6/08/2005

 

 

LA KERMESSE
Antichi sapori e mestieri a Galluccio tuffo nel passato
Nel piccolo borgo rivivono le arti di una volta
 



(ILDEBRANDO CAPUTI) Sapori e saperi di un tempo ritornano anche quest’anno oggi e domani (a partire dalle 19.30) nell’incantevole borgo di Sipicciano di Galluccio nella manifestazione “Tiempi belli re na vota”, un tuffo negli antichi mestieri e nei sapori contadini di una volta. La manifestazione (sicuramente tra le più semplici, vere ed autentiche del panorama delle iniziative estive di Terra di Lavoro) è nata negli scorsi anni (su iniziativa dell’associazione Montecaruso di cui è presidente Daniele Galardo), per la valorizzazione e la salvaguardia del folclore e delle tradizioni dell’Alto Casertano, con un occhio ed una attenzione particolare ai mestieri di un tempo ed ai prodotti e piatti tipici del paese. Suggestivo l’itinerario dei “sapori e della memoria” per turisti e visitatori (notevole l’afflusso di pubblico nelle precedenti edizioni): si parte dal cuore del paese, piazza S. Anna, davanti ad un imponente ed ultracentenario albero di tiglio, e ci si avvia su per l’antico centro storico, incontrando la rappresentazione del primo antico mestiere “ru pizzaiolo” davanti ad un forno fumante pieno di fascine. Appena dopo ecco apparire la figura del ciabattino (“ru scarparo”), figura ormai rara, ma presente nei piccoli centri fino a dieci-venti anni fa, fino a quando cioè le scarpe erano ancora considerate nel mondo contadino dei beni preziosi, e per questo riparate ed utilizzate fino al limite massimo di usura. Superato il falegname, più avanti all’opera “a ‘nzertaiola”, l’anziana che un tempo intrecciava castagne per poi rivenderle ai mercati o utilizzate come scambio per ottenere altri prodotti alimentari, come ad esempio l’olio. Il quinto mestiere lungo l’itinerario è “a filatrice”, la signora specializzata nel filare la lana, cui seguono “ru nzulefatore” (lavorava nella vigna), “a panettera” (preparava il pane in casa), ed ancora la dimostrazione dal vivo della preparazione e cottura de “ri crispiegli”e “ri uandi”, due semplici e gustose specialità tipiche locali (pasta fritta, dolce o rustica) della cucina contadina. Davvero caratteristiche poi la rappresentazione della preparazione de “ru metale” (costruzioni in paglia simbolo un tempo del paesaggio rurale) e de “ru catuozzo”, ammasso di legna ricoperto di terra, che bruciando a poco poco nel giro di qualche giorno diventava prezioso carbone. Suggestivo infine, tra gli altri antichi mestieri proposti, il ritmo de “ru scognatore”, il contadino che con due bastoni collegati con un laccio (“ru iuviglio”) otteneva dalle piante appena raccolte, ceci e fagioli, così come atmosfere speciali sono quelle regalate dalle lavandaie nei pressi di fontane e lavatoi.

 

 

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